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giovedì 24 gennaio 2013

Ad occhi chiusi



Scrivo una frase, la cancello, scrivo le prime due lettere di una parola e le cancello nuovamente, la barra nel frattempo lampeggia aspettando che io scriva, di fondo sky fall di Adele, lei mi mette tranquillità, l'acqua sul fornello bolle, la mia tazza preferita vicino al pc aspetta di essere riempita ed io che sto ancora pensando di cosa parlare, hm.. parlare, come se dovessi davvero avere un dialogo con qualcuno. 

Penso al tempo perso, alle settimane che passano con furia, al giorno che non dura mai abbastanza, alla sera che scende sempre troppo in fretta e ora che sento bene, alle mie cuffie da sostituire.


Non so se vi è mai capitato di desiderare la calma, il silenzio, come se per un momento il caos che avete attorno smettesse di fare rumore, una specie di 'blocco immagine', tutto rimane sospeso e per due secondi siete liberi da qualsiasi cosa: compiti da sbrigare entro la giornata, impegni da portare a termine, responsabilità, preoccupazioni, pensieri. A volte tutte queste cose messe assieme sono più acute di una voce che vi urla nelle orecchie.. la mente è vacua, gli occhi si chiudono e il respiro si fa sempre più fondo, ma estremamente disteso, l'aria è leggera e vi sentite come foste sospesi.


E' questo che io definisco: "un momento di calma", lo condividete con voi stessi e anche se non ha una durata prolungata, è estremamente intenso.



Pensandoci bene, i momenti più forti li viviamo chiudendo gli occhi e lasciandoci trasportare.

link utili: http://the-lovecats.tumblr.com/post/6784596991

Katia Ailis

mercoledì 10 ottobre 2012

La soluzione è più semplice di quanto credi..

"cos'hai?" "niente.."
ci sono così tante parole in quel 'niente' che potrebbero addirittura soffocarti, ma il fatto è che a volte hai semplicemente paura di ammettere a te stesso la realtà delle cose.
Io per prima tendo a tenermi tutto dentro, a buttar giù situazioni scomode o che mi fanno stare male, ma poi fondamentalmente sopprimere tutto quello che senti, non serve proprio a nulla.

Fa male a te, a chi ti sta intorno perché percepisce il tuo stato di malessere. 
Non è facile cercare di far finta di niente, di risolvere tutto con una frase del tipo: "va bene così" o "non importa" certo che IMPORTA e NO non va bene così, frasi di circostanza per cercare di convincere te stesso che tutto andrà bene, che si aggiusterà.


Ti rendi conto invece che la cosa più giusta da fare sarebbe affrontare la realtà, affrontare i problemi, combatterli e risolverli.

Scappare da tutto e da tutti non serve a niente, i problemi ed i cattivi pensieri ti seguiranno ovunque tu vada; stamparti un sorriso per nascondere quello che ti porti dentro, non sempre è la soluzione. 
Quello che dico sempre è "mai perdere il sorriso, anche nelle circostanze più avverse, fortunatamente è l'unica cosa che ancora non possono portarci via" ma se quello che continui a nascondere è qualcosa più grande di te, a tal punto da divorarti dall'interno, devi sfogarlo per riacquistare un sorriso vero, di quelli che solo tu sai fare. Sopprimere tutto poi significa esplodere nei momenti più inopportuni, bisogna esternare quello che non va; se ti fa sentire meglio, urla con tutta la voce che hai, arrabbiati con il cielo, arrabbiati con te stesso, piangi se ne senti il bisogno, ma sfogati!


Finché trattieni tutto quello che hai dentro non potrai mai essere pienamente felice di quello che ti circonda o di quello che ti accade, magari lo sarai ma durerà poco, perché la tua felicità sarà soffocata dai brutti pensieri. Perciò sfogati!! Per tutto quello che hai passato, per le parole che non hai detto quand'era il momento, per quelle che vorresti dire ma non ne hai il coraggio, lascia uscire tutto come fosse un fiume in piena e fa che i tuoi occhi e il tuo sorriso si accendano ancora di vita!




Katia Ailis

mercoledì 2 maggio 2012

Enjoy the Silence

Oggi sono leggermente infastidita e malinconica, pensieri non troppo lieti e questioni molto delicate su cui riflettere non aiutano, ne tanto meno i residui della malattia. 
Dopo questa lunga giornata sentivo il bisogno di starmene tranquilla.




Siete mai arrivati al punto di desiderare il silenzio?
I suoni che senti attorno a te diventano rumori fastidiosi, quasi soffrissi di ipersensibilità, più ti concentri su di essi e più sembrano aumentare: tua madre che parla, il cane che abbaia, il telefono che squilla incessante, la tv lasciata accesa di sottofondo.. è in quel momento che vorresti il silenzio, 
silenzio per te stesso, per far galleggiare il tuo cervello in acque migliori, per godere di un piccolo assaggio di tranquillità, quel momento in cui vorresti solo far tacere tutto, chiudere gli occhi e prendere un attimo per te e per nessun altro.


Lasciarti trasportare dai tuoi sensi, dall'immaginazione e vedere posti mai visti, frutto di vecchi ricordi assemblati e accumulati nel tempo.





Katia Ailis